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La partita è finita Il pugile sotto una pioggia di pugni sembra stia per cadere barcolla si aggrappa alle corde strisciando torna al centro del ring la folla intorno sembra impazzire tra urla sputi e dolore mentre gocce di sangue precipitano come piccole bombe del cuore cinquemila persone aspettano per vederlo morire cinquemila persone aspettano per vederlo morire il giocatore ha perso quasi tutto non gli resta che un tiro si asciuga il sudore mugugna qualcosa, poi lancia la carta un breve inganno senza speranza un breve incontrarsi di sguardi un breve morire poi tutto finisce, tra sogni che restano incubi rauche bestemmie la partita è finita rauche bestemmie la partita è finita. Pogrom Pogrom è un pogrom bambini, uccisi in cambio di vodka tenaglie tra i denti strappati a ricchi rabbini pogrom è un pogrom dietro ruderi assassini macellano anime, anime anime. Da qui all’eternità Jimi soffocò in un rantolo di vomito Janis sia annientò nel fondo di un bicchiere Vicius che credeva di esser marcio per davvero Ian Curtis che ruotava dentro Un buco nero Cantava litanie su vermi sotterranei Con le viene piene di metallico candore Mentre Kurt Cobain si annodava il cappio Perché le sue canzoni non le Scordaste mai Mantra biascicati in un seminterrato Signori del ricordo ubriachi di parole Che bruciano all’inferno poetiche miserie E in disco di Syd Barret Trovan l’assoluzione Musica da circo sesso e rock n’ roll Febbre il sabato sera e un letto al Chelsea hotel Che gioventù bruciata uguale a Jimmy Dean Che tu ti sei perduta come Nancy and Syd. Potere Masticare con ardore consumare con soddisfazione finchè morte non sopraggiunga collassare sul televisore in attesa della fine questa vita è un già un suicidio se fossi furbo impazzirei se fossi furbo, io vi annienterei non mi voglio reincarnare in ameba o vegetale non la voglio un'altra occasione nella rotonda dei transiti umani inchiodato nel nullo martirio del precariato e della paura facendo finta che tutto vada bene mentre la tragedia mi porge le ciabatte incubo dal sogno colpa o redenzione settimo cielo, girone infernale se preghi bene qualcosa cambierà dio mi parlato, qualcosa cambierà facendo finta che tutto vada bene qualcosa cambierà qualcosa cambierà qualcosa cambierà niente cambierà dicono sia impossibile cambiare il mondo potrebbe anche darsi, certo ma almeno provo con la mia vita stessa fregatura ovunque sei stessa fregatura dovunque vai stessa fregatura chiunque sei stessa fregatura stessa fregatura. Iblis A nessuno frega un cazzo di quello che dici A nessuno frega un cazzo di quello che fai A nessuno frega un cazzo di quello che provi A nessuno frega un cazzo di quello sei Allora tanto meglio non dire niente Allora tanto meglio non fare niente Allora tanto vale non essere niente Allora tanto meglio non essere niente Qualcuno mi ha spiegato che il cuore è vuoto Un battito di mani e il gioco riprende E come tutti sanno non cambia niente Basta solamente far passare il tempo Basta solamente farsi scoppiar la mente Niente gente intorno voglio stare solo Niente sesso extra mi bastano i filmini Niente ballerine io faccio rock’n roll Niente signorine io sono rock’n roll Niente madonnine io fotto Rock’n roll. All’ora di cena Ora di cena Gente che mangia Spaghetti al sugo Che nel frattempo Al telegiornale Va in onda la guerra Dal nostro inviato In presa diretta Carne bruciata Corpi in poltiglia All’ora di cena, in televisione Va in onda l’orrore, continua a mangiare Continua a pregare, continua a Morire, continua… La città è deserta Sulla linea del fronte Filo spinato Nel deserto in fiamme La gente lo sa Che cosa vuol dire Morire di fame o Morire ammazzati Mentre in Italia All’ora di cena, intorno alle venti Va in onda l’orrore, continua a mangiare Continua a pregare, continua a Scappare, continua… Attraverso Un uomo muore un bambino nasce e tutto quello che scorre nel mezzo si chiama vita reale in entrambi i casi non si può far niente solo guardare quel che succede e pregare, cantare, sperare pregare, cantare sperare in certe vite non ci trovi vita ed in certe morti invece la vita continua, continua ad urlare non devi tremare non devi soffrire, sei dentro il sogno di un uomo che sogna un altro uomo che sogna. Baudelaire Baudelaire si arrotolò le maniche della camicia aprì con cura la carta alluminio fece scivolare tutti i granelli in un cucchiaio da cucina poi aggiunse l’acqua sollevò il cucchiaio con l’altra mano pose la fiamma mentre il liquore dolciastro si fuse come sgravando un figlio malato non voglio pensare non voglio capire non voglio amare non voglio morire Baudelaire trasse il tappino dall’ago immerse la punta nel liquido bruno tirò nella siringa poi prese il volo il volo, il volo, il volo, il volo. Canone inverso Ho trovato eleganza tra vecchie puttane, che si pestavano l’ombra sotto i lampioni ho trovato veleno che dipinge le vene per adolescenti malati di niente e c’era il massimo zelo nella noia più spietata, e c’era audacia nel pianto e codardo coraggio, codardo coraggio mi sento medio, stomaco medio altezza media, fegato medio incazzatura media disperazione media disperazione media Vedo orizzonti in un mare d’asfalto e in una notte d’inferno scucirsi il mattino perché esiste rinuncia in certe rivolte, fatte di slogan e di parole contorte esiste follia in certe preghiere imparate a memoria senza neanche un dubbio, mai mai. Curriculum pour l’enfer Dunque ogni uomo vale per ciò che consuma le utopie sono state annientate il sistema non tollera incertezze mi avevano detto dipende dal livello sociale dal grado d’istruzione tuo padre si ammazza di fatica? dimmi, è questa la fine che vuoi fare? no, no di certo, mi avevano detto allora? allora cosa? devi essere pronto devi essere migliore degli altri qualcuno soffre per il tuo benessere centinaia di migliaia di gonzi sudano il loro stipendio mi avevano detto non sprecare il tuo tempo guarda come si comportano gli altri per avere e possedere e tenere e strappare e lottare vedi? le rate non sono un problema il mutuo si ripaga da solo nelle fauci della nuova economia la realtà è un bene d’elite questo mi avevano detto mentre il futuro diventa passato vince la gara chi muore con più roba in mano, fine della storia curriculum pour l’enfer un posto decente in cui marcire curriculum pour l’enfer mi avevano detto è meglio che preghi ragazzo l’enfer, l’enfer l’enfer. Demone Indossa bene la sua pelle con le catene alle caviglie che trascina avanti e indietro nella mia stanza si contorce in un cantuccio sta con gli occhi spalancati contando il tempo alla rovescia nella mia stanza si curva come un arco strisciando nella notte al ritmo della frusta nella mia stanza, nella mia stanza nella mia mente Digrigna forte i denti e farnetica qualcosa a proposito di sesso nella mia stanza il rimorso è un clandestino sulla soglia del piacere l’odio dista solo un passo nella mia stanza il momento è culminante tra lacrime di cuoio che il terrore t’accompagni nella mia stanza, nella mia stanza nella mia mente. Dio d’Africa Dio è con te ti germina dentro come un grande seme di vita mentre nel grembo materno cresci e diventi un bambino down storpio d’amore disfatto Dio ti segue dal primo momento della vita mentre il nocciuolo della tua essenza si deforma e si condensa tra le terminazioni nervose bruciando la poesia del movimento in particelle microscopiche cancro che brama di emergere come pinolo fuori dalla pigna a colpi di martello Dio ti guarderà crescere diventare uomo lungo il meridiano della vita anche mentre patirai la fame la sete ti guarderà contrarre l’AIDS per una frazione di secondo sopra una mina prima di esplodere sipario di zolfo e titoli di coda in questa specie di teatro dell’assurdo dove tutto è in scena per un solo spettatore eternamente attento Dio ti guarderà morire. Edipo Re Voglio solo dormire madre di un sonno lento come il fuoco una mostruosa candela, accesa dentro le brache farà luce e vedremo lo scricchiolio delle ossa... di notte madre mi leggerai le favole matte io come un fantoccio farò quello che vuoi toccami come devi toccami come devi voglio un letargo profondo come la morte sognare il mistero dell’amore crudele legarlo con il filo di ferro ai piedi del letto per non perderlo mai non perderti mai… non perderti mai… L’infanzia dell’infame Lui teneva la lucertola dentro un barattolo era molto piccolo, forse sei anni o qualcosa di più un pezzetto al giorno, poco alla volta le staccava la coda, le zampe, il cuore un pezzo per volta un pezzo per volta e poi stava a guardarla morire e poi stava guardarla soffrire dalla parte di tutta la rabbia del mondo dalla parte di tutta l’infamia del mondo denti bianchi, come zanne sotto labbra spaccate tuo padre non scherza quando è ubriaco tuo padre si deve pura sfogare per tutti i sogni buttati nel cesso qualcuno la deve pur pagare e quel qualcuno sei tu dalla parte di tutto il dolore del mondo dalla parte di tutta la rabbia del mondo hai preso il volo con ali precarie fatte di stecche stracci e stampelle legati il laccio, stringilo forte, fammi sentire il pulsare del cuore è crudele signore, c’è merda dappertutto anche in paradiso i beati sono tutti ubriachi signore le gente non cambia mai neppure dopo morta eppure io per un istante ho sperato di essermi salvato dalla parte di tutto il dolore del mondo dalla parte di tutta l’infamia del mondo. …nel cielo di un bar Un cantante ubriaco bofonchia qualcosa d’amore se il mondo è troppo strano per essere un film il cuore del sabato notte batte più forte e tutto ciò che rimane è un triste umorismo da bar quando la notte è finita e non c’è dove andare la luna regala visioni ad insonni ed amanti mentre l’alba attende il mattino nel cielo di un bar nell’elettrica luce dei neon alla stazione qualcuno confonde i sogni con un treno in partenza ma le miglia da fare ragazza sono dentro di noi e il futuro è un altro pianeta distante un milione di mondi quando la notte diventa vapore leggero nessuno è innocente e nessuno sa dove siamo mentre l’alba attende il mattino nel cielo di un bar. Storie di fede Conviene credere ai film con l’ happy end di certi registi tanto i poveri crepano poveri belli e benedetti da Dio conviene credere di essere delle persone fortunate per lo stipendio da fame e per il precariato assicurato conviene sentirsi come ci si dovrebbe sentire con la bocca tappata mentre la mafia ci fotte il futuro conviene ascoltare le storie politicanti anime nobili uomini volti all’ideale uomini integerrimi conviene credere ecco che cosa rasserena l’anima conviene credere sempre senza fare domande conviene credere sempre senza fare domande conviene credere sempre senza fare domande conviene credere sempre senza fare domande. Voglio ammazzare un impiegato Era una sera fetida e umida l’intera città sembrava marcire lungo le strade tra le insegne dei bar una voglia omicida pulsava in me come una lama di veleno e vendetta entrai dentro un bar e chiesi da bere la gola è secca dopo ore al call center seicento euro per un mese da fame precario stai zitto e ringrazia il barista ma la birra non serve a cancellare l’idea che Voglio ammazzare un impiegato (tre volte) Uscii da quel bar e ripresi il cammino i palazzoni sembravano mostri la gente per strada parlava di nulla soldi partita stipendio mignotte e di sogni precari sull’abisso del niente Domani mattina ci torni al call center? contatto audio, sistema applicato devi essere freddo deciso e spietato come il nodo scorsoio del tuo contratto in scadenza perché niente serve a cancellare l’idea che è facile fare i non violenti con il portafoglio pieno quando non hai i soldi per pagare l’affitto o per comprare le scarpe ai tuoi figli quando le merci hanno più diritti delle persone quando non hai prospettive, è difficile mantenere l’equilibrio e tutto diventa più (come dire) pericoloso Voglio ammazzare un impiegato Voglio ammazzare un impiegato. |