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Alessandro
Pennacchio
è nato a Varese nel 1971. Nel 1990 pubblica a
puntate, sul settimanale «Velveten», Avventure di
Vega; nel 1994 pubblica quaranta poesie sul
foglio anarchico «La Scarica dei Meno». Trasferitosi
a Roma vive a stretto contatto con il mondo estremo
dei senza dimora, dell’emarginazione e della
tossicodipendenza al quale fanno esplicito
riferimento alcune sue raccolte di versi tra le
quali Memoria chimica e Colazione da don
Vito, rispettivamente del 1998 e del 2000.
Testi:
Bocconi offerti da ladri, Poesie e altri
sfaceli, Malanime.
da IL CLANDESTINO
I temi di Alessandro Pennacchio si riconnettono alle
tendenze della migliore cultura italiana e straniera
contemporanea (Celine,Bukowski, ma anche Kerouac,
Ginsberg, la neoavanguardia e il pulp italiano,
molta letteratura underground);ci sono le
inquietudini e le aspirazioni di personaggi che si
sentono sacrificati al sistema di vita della società
odierna e devono pagare il loro tributo alla
divinità del benessere che schiaccia impietosamente
i più deboli o chiunque tenti di opporsi alle sue
ferree leggi. Il poeta trae la sua ispirazione nelle
zone più nascoste,nei luoghi dell'emarginazione e
dello sballo, del degrado, della marginalità sociale
ed esistenziale, in tendenze scandalose e
distruttive che però sembrano voler essere
riassorbite in una prospettiva morale (se non
religiosa) personalissima. I versi urlano tutta la
rabbia per gli esseri distrutti dalla disperazione o
semplicemente fragili e vulnerabili, giudicati
"senza qualità" perchè troppo onesti con gli altri o
con se stessi, e per questo quasi privati della loro
identità, quasi costretti ad affondare la loro
esistenza nelle forti sensazioni dei paradisi
artificiali di droga, musica e sesso. Talvolta si
tratta di semplice descrizione catalogante,
espressionista, accanita e minuziosa, talvolta il
dettato poetico
inclina allo scetticismo, al sarcasmo, molte volte
all'ira, in una specie di ininterrotto, sordo,
monologo della mente. Le scelte linguistiche operate
da Alessandro Pennacchio sono le più adatte per
tradurre in scrittura un simile stato d'animo. Le
immagini si susseguono in un modello poetico
assimilato al jazz, in un fluire di onde-immagini
che apportano la sensazione di un ritmo continuo e
di fondo, spezzettato, ma dalle frasi perfettamente
coordinate tra loro. Il lessico impiegato è
prevalentemente nominale, imperniato su immagini
cariche di impressioni forti, volutamente
provocatorie. Pennacchio è scrittore che non sembra
distinguere molto tra poesia e versi,il suo stile è
immediato, veloce e impaziente,antiletterario,
"stralunato" per un certo dono di grazia malinconica
e di accanimento ironico,insieme. |